Con la Spring Summer 2026, Jean Paul Gaultier affida la propria eredità a Duran Lantink, e il risultato è tutt’altro che nostalgico. Lantink non cita ma interviene, smonta i codici della maison e li ricompone in un linguaggio instabile e profondamente contemporaneo.
I corsetti perdono rigidità e diventano mobili, quasi transitori. Le silhouette si trasformano, oscillando tra struttura e fluidità. È una moda che non definisce il corpo ma lo accompagna nel cambiamento, spostando l’attenzione dalla provocazione alla riflessione.
L’archivio resta presente, tra marinière, trasparenze e suggestioni fetish, ma filtrato attraverso materiali ibridi e un’estetica del riuso che è cifra distintiva del designer. Il lusso diventa processo più che perfezione, costruzione più che immagine finita.
In passerella, identità plurali e corpi reali completano il discorso, rendendo l’inclusività una pratica concreta e non un semplice dichiarato.
La SS26 segna così una svolta, Jean Paul Gaultier non guarda indietro ma si lascia trasformare, trovando proprio in questa instabilità una nuova rilevanza. La collezione Junior è disponibile in boutique e su michelefranzesemoda.com.