Ci sono collezioni che raccontano una stagione. E poi ci sono quelle che, inevitabilmente, raccontano un’epoca.
La Fall/Winter 2026 di Rabanne appartiene alla seconda categoria. È l’ultima collezione disegnata da Julien Dossena per la maison e, forse proprio per questo, assume un significato che va oltre la passerella. Non è un addio nostalgico, né un esercizio celebrativo. È Dossena che lascia Rabanne esattamente come l’ha resa sua: brillante, sensuale, irriverente, impossibile da incasellare.
A Little Louche è il titolo. E non potrebbe essere più appropriato.
Perché la nuova Rabanne non vuole essere composta. Vuole essere ambigua, leggermente sfrontata, volutamente imperfetta. Dossena prende riferimenti lontani tra loro e li porta nello stesso guardaroba: gli anni Quaranta incontrano il grunge, il romanticismo si scontra con il tailoring, il pizzo dialoga con la maglieria, mentre il metallo — il codice più iconico della maison — continua a catturare la luce.
Il passato, qui, non è nostalgia.
È materiale da manipolare.
Le silhouette rétro vengono spogliate della loro delicatezza originaria e riportate nel presente con un’attitudine più ruvida. Abiti fluidi, bluse, stampe floreali e pizzi convivono con volumi più decisi e con una sensualità che non ha bisogno di essere dichiarata.
Tutto sembra apparentemente casuale.
Nulla lo è.
È nel layering che la collezione trova il suo ritmo: sovrapporre, mescolare, contraddire. Un gesto che diventa quasi una dichiarazione di intenti. Rabanne non propone un’immagine unica della donna, ma una serie di possibilità. Può essere romantica e aggressiva, sofisticata e disordinata, maschile e sensuale. Può cambiare idea.
Può cambiare tutto.
E poi c’è il metallo.
Dossena lo ha trasformato, stagione dopo stagione, da memoria storica della maison a linguaggio contemporaneo. Anche questa volta chainmail, paillettes e superfici scintillanti non sono semplicemente decorazione. Sono movimento. Sono luce. Sono identità.
Il glamour Rabanne non è mai stato particolarmente discreto. Ma in questa collezione acquista una nuova naturalezza: il luccichio viene portato accanto alla lana, il pizzo accanto al tailoring, la superficie preziosa accanto a qualcosa di volutamente quotidiano.
È proprio questa tensione a rendere la collezione così attuale.
Dossena non cerca di perfezionare Rabanne. Cerca di renderla ancora più libera.
Ed è forse questo il tratto più riconoscibile della sua eredità.
Da quando ha assunto la direzione creativa della maison, ha lavorato sul confine tra memoria e futuro, senza trasformare l’archivio in un museo. Ha preso il metallo, il corpo, la sensualità e l’idea di moda come costruzione e li ha riportati nel presente.
La Fall/Winter 2026 sembra allora meno un punto finale che una firma.
L’ultima frase di un linguaggio che ha ancora molto da dire.
THE DOSSENA ERA, ONE LAST TIME.
Un ultimo sguardo a quella Rabanne fatta di contrasti, luce e istinto. Una collezione che non ha bisogno di dichiarare la propria importanza: basta guardarla per riconoscere una firma.
Perché alcune ere non finiscono davvero quando cambia il nome sulla porta.
Restano nei codici, nelle immagini, negli abiti.
E soprattutto nel modo in cui ci hanno insegnato a guardare la moda.
Rabanne Fall/Winter 2026 è disponibile in boutique e su michelefranzesemoda.com.