Se dovesse raccontarsi in poche righe, da dove partirebbe?
Partirei da venticinque anni fa, da una Fiat 126 Bis e da un megafono con cui giravo per i quartieri di Sant’Anastasia per farmi conoscere. E poi dal mio primo garage: piccolo nelle dimensioni, ma con l’anima e l’ambizione di una boutique. È lì che è iniziato tutto, con la voglia di trasformare un sogno in realtà.
Qual è stata l’intuizione che ha cambiato il destino di Michele Franzese Moda?
La ricerca costante di marchi esclusivi, con una distribuzione selettiva. Ho sempre creduto che la vera differenza non fosse seguire le tendenze, ma saperle anticipare, scegliendo brand capaci di lasciare un segno.
Che cosa cerca oggi in un brand prima ancora che in una collezione?
La ricerca costante di marchi esclusivi, con una distribuzione selettiva. Ho sempre creduto che la vera differenza non fosse seguire le tendenze, ma saperle anticipare, scegliendo brand capaci di lasciare un segno.
Se oggi dovesse scommettere su un talento, cosa dovrebbe avere per conquistarla?
La capacità di innovare senza dimenticare la tradizione. La moda ha bisogno di idee nuove, ma anche di radici solide: solo così si costruisce qualcosa destinato a durare.
Capri: cosa rappresenta per lei e i suoi luoghi del cuore.
Per me Capri è il luogo dove passato, presente e futuro si incontrano. L’orologio della Piazzetta e i Faraglioni ne sono il simbolo. Poi ci sono i barcaioli, custodi della Grotta Azzurra, le eccellenze di Aurora, Da Paolino e Villa Verde, l’ospitalità del Quisisana, una serata da Anema e Core con Gianluigi Lembo e, per chiudere, un gelato da Buonocore. Immagini, sapori e persone che raccontano l’anima più autentica dell’isola.
Intervista a cura di Sabrina Bozzoni per Gruppo Editoriale.