
Venezia, con il suo fascino senza tempo e la sua magia sospesa tra acqua e cielo, si conferma ogni anno tempio indiscusso del cinema e dell’eleganza. Più che una città, il Festival diventa un luogo in cui la moda si trasforma in racconto, identità e potere. Qui tre donne, Kim Kardashian, Julia Roberts ed Emanuela Fanelli, hanno lasciato un’impronta indelebile offrendo tre interpretazioni diverse ma complementari di cosa significhi essere protagoniste oggi.
Kim Kardashian si è presentata come un’icona contemporanea capace di dominare la scena senza compromessi, indossando un capolavoro sartoriale firmato Maison Margiela Artisanal by Glenn Martens. Un abito corsetto con mantello strutturato dove il corpo diventa scultura e il messaggio va oltre la superficie. Sul palco dei DVF Awards Kim ha parlato di diritti umani, riforma della giustizia penale e dignità trasformando il glamour in un potente strumento di impegno.
Julia Roberts, al suo debutto al Lido, ha scelto un’eleganza discreta e sofisticata, indossando un raffinato Versace by Dario Vitale che unisce rigore e fluidità. Nel film After the Hunt diretto da Luca Guadagnino ha portato sullo schermo tematiche intense legate alla percezione e al giudizio. Sul red carpet la sua presenza ha invitato a una riflessione più profonda, fatta di sguardi misurati e silenzi eloquenti.
Emanuela Fanelli ha portato un tocco di freschezza e ironia tutta italiana, vestendo Alberta Ferretti con uno stile autentico e mai scontato. La sua femminilità, brillante e contemporanea, si è perfettamente integrata con lo spirito unico di Venezia, una città fatta di cambiamenti continui e sorprese.
Il Festival di Venezia ci ricorda che la moda non è mai solo apparenza ma una forma di narrazione personale e collettiva. È il modo in cui raccontiamo chi siamo, cosa desideriamo e chi vogliamo essere.
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